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UNA NUOVA IMPRESA PER SIMONE MORO: IL CHIRP PIU' ALTO DEL MONDO

Quella che vi documenteremo è un’impresa estrema che nessuno ha mai portato a termine: l’ascesa invernale del Gasherbrum 2, che con i suoi 8035mt è una tra le 14 vette più alte del mondo, dove le temperature possono raggiungere i 50° sotto zero e i venti arrivare fino a 200 Km/h. Simone Moro è determinato a battere questo ennesimo record. Garmin seguirà questa impresa eccezionale LIVE attraverso la testimonianza diretta di Simone, che scriverà il suo diario di viaggio e documenterà l’impresa tramite foto e video permettendo a chiunque di seguire ogni fase di questa avventura, assaporandone lo spirito, e vivendone le emozioni. Una volta raggiunta la vetta, per coronare il successo, Simone posizionerà un Chirp Garmin che diventerà il geocatch più alto del mondo e mostrerà il messaggio “Welcome to the top. Simone Moro” ai futuri alpinisti che raggiungeranno la cima con GPS Garmin!

LA MONTAGNA

Gasherbrum II è la seconda delle montagne “splendenti” del Baltoro Muztagh, al confine tra Cina e Pakistan, e i suoi 8035 metri la pongono al tredicesimo posto nella graduatoria degli ottomila. E’ una montagna notoriamente difficile da scalare, al punto che giungere in vetta durante il periodo invernale viene considerata una vera e propria impresa. Già nei primi anni del ‘900 furono in molti a tentare la scalata al G2, ma il primo a giungere in vetta fu Fritz Moravec, austriaco di Vienna, nel 1956 con i suoi due compagni di viaggio: Larch e Willenpart. Dopo diverse settimane in quota sferzati dai venti, sfiancati dal gelo e rallentati da valanghe e contrattempi che gli costarono gran parte dell’equipaggiamento, i tre alpinisti austriaci arrivarono a solo 300 metri alla cima. La vicinanza al loro obiettivo e un’inaspettata giornata di sole li animo e diede loro la forza di procedere il giorno successivo all’attacco finale della vetta, ma alla fine, alle 13,30 del 7 luglio 1956, anche il Gasherbrum 2 si inchinò alla volontà e alla tenacia dell’alpinismo austriaco.

SIMONE PRESENTA IL PROGETTO

“Ciao ragazzi, partiremo subito dopo Natale 2010, all’inizio dell’inverno astronomico, per tentare una salita mai realizzata sin ad oggi in Karakorum. Delle 14 cime di 8000 metri, solo 9 sono state salite d’inverno e tutte nell’Himalaya Nepalese o tibetano. Ora restano le ultime 5 cime da salire in questa stagione fredda e sono tutte in Pakistan nella catena montuosa del Karakorum. Dal 1987 ad oggi sono stati ben 16 i tentativi di realizzare una prima invernale su queste vette e tutti hanno dovuto desistere, rinunciare e rientrare a casa senza successo. A distanza di 23 anni, dalla prima spedizione invernale in Karakorum e a 25 anni esatti dalla prima salita e unica traversata (d’estate) del Gasherbrum 2 e Gasherbrum 1 compiuta da Reinhold Messner e Hans Kammerlander, ho deciso di tentare il mio sogno ghiacciato proprio nel gruppo dei Gasherbrum. Forte delle mie precedenti 10 spedizioni invernali, della salita in prima mondiale invernale al Shisha Pangma 8027 nel 2005 e Makalu 8463 m nel 2009, provo ora a realizzare il grande sogno anche in K assieme a due compagni di cordata fidati. Denis Urubko, kazako, con il quale condivido 11 anni di amicizia, scalate e successi, l’ultimo dei quali proprio sul Makalu il 9 febbraio 2009. Cory Richards, fotografo e alpinista americano, che tenterà di salire e documentare tutta l’ascensione in condizioni limite. Niente sherpa, portatori d’alta quota, ossigeno. Con un approccio leggero e possibilmente veloce tenteremo di sfruttare le rare finestre di tempo favorevole per resistere al vento e al freddo per raggiungere gli 8035 metri del Gasherbrum II. Conosco le condizioni invernali anche in Karakorum avendo tentato nel 2007 e 2008 la cima del broad peak d’inverno. Freddo polare e venti impossibili costringono a lunghe e snervanti attese. Il raggiungimento del campo base è già un’avventura a causa dell’impossibilità di reperire portatori locali. Ci dovremo affidare all’aiuto di un elicottero militare per raggiungere i 5000 metri del campo base, dopo di che saremo completamente soli per due mesi ed oltre. L’autosufficienza alimentare, energetica, di combustibile liquido per la cucina e di attrezzature per resistere così tanto tempo sul ghiacciaio e sulla montagna, si baserà su un attenta preparazione e calcolo dei consumi e di una sufficiente aliquota di riserva. Ciò però dovrà fare i conti con la limitata capacità di trasporto dell’elicottero dovuta alle alte quote cui è situato il campo base. Un piano di comunicazione satellitare permetterà l’invio costante di reports, fotografie ed immagini filmate che gli amici di Garmin organizzeranno in modo da permettere a chiunque di seguire ogni fase di questa avventura, assaporandone lo spirito, e vivendone le emozioni.”

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