Ciclismo

Una giornata al @giroditalia

Sabato 11 maggio sono stato al Giro d’Italia per assistere quale blogger “embadded” alla cronometro individuale Gabicce Mare – Sartana.

Non sono mai stato un grosso appassionato di ciclismo, lo ammetto, ma il Giro d’Italia mi suscita sensazioni “particolari”: quando frequentavo la scuola l’inizio del Giro era il segnale che, finalmente, la fine dell’anno si avvicinava e le vacanze erano ormai alle porte.

In più, ho avuto l’occasione di conoscere meglio il ciclismo e le sue complesse dinamiche di squadra. La prima cosa che mi hanno spiegato è proprio questa: il ciclismo è uno sport di squadra. Solo i grandi campioni del passato vincevano da soli. Anzi, forse ci riusciva solo Mercx, non a caso soprannominato “il Cannibale”.

Per aiutarmi a capire mi è stato fatto il paragone con gli scacchi.
C’è il capitano della squadra (il re): il ciclista sui cui la squadra punta per la vittoria finale; poi ci sono i gregari regina, i gregari alfiere, i gregari cavallo, e i gregari torre: non solo devono proteggere il capitano, ma anche tirargli la volata ciascuno secondo le proprie caratteristiche e le caratteristiche della tappa; in ultimo ci sono i gregari pedone, i “portatori d’acqua”: questi devono davvero portare l’acqua (e qualsiasi altro tipo di rifornimento) agli altri gregari e soprattutto al capitano facendo la spola dal gruppo all’ammiraglia.

Nelle tappe classiche il capitano, come negli scacchi, viaggia in mezzo al gruppo: chi pedala in scia di un altro ciclista fatica il 35% in meno; inoltre il capitano dev’essere protetto dal vento sempre per poter arrivare quanto più riposato possibile ai chilometri finali. E dunque in base alle caratteristiche della strada e alla direzione della vento ecco che ci sono varie “formazioni” che i ciclisti assumono sempre con l’obiettivo di far “riposare” il capitano, prendendo spunto anche dalle formazioni di volo che assumono gli stormi d’uccelli.

Ecco perché nella sua “Gimondi e il Cannibale” Enrico Ruggeri cantava:
Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare.Di sicuro non arriva più qualcuno dei miei…
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Ah, se ho scritto delle inesattezze o mancano delle informazioni sulle dinamiche del ciclismo… beh, non aver remore a correggermi o aggiungere informazioni importanti.

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5 Commenti

  1. 14 maggio 2013 su 9:17 — Rispondi

    Una giornata al @giroditalia – http://t.co/0w1Ze0p2WL via @Garminitaly: la mia giornata da blogger embadded al #giro

  2. 14 maggio 2013 su 8:35 — Rispondi

    Molto interessante la spiegazione del alvoro di squadra e poi…il Giro è sempre il Giro ;-).

  3. 14 maggio 2013 su 11:35 — Rispondi

    Una giornata al @giroditalia http://t.co/8o1tYMnYvs

  4. monicamorettis
    14 maggio 2013 su 11:35 — Rispondi

    Non sono un’appassionata di ciclismo ma in casa mia le tappe del giro si guardano sempre e comunque, così come la Milano-Sanremo, Parigi – Roubaix, giro delle Fiandre e Liegi-Bastogne-Liegi. Sono quelle tappe fisse che ogni anno si ripresentano e segnano l’arrivo della primavera e dell’estate. Poi guarda, solo il fatto che tu abbia citato Enrico Ruggeri, valeva la pena di leggerlo. 🙂

  5. 14 maggio 2013 su 15:36 — Rispondi

    Una giornata al @giroditalia http://t.co/pIaQMZa2qy

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