Ciclismo

Tutte le salite del mondo. E non solo quelle.

Un giornalista de Il Sole 24 Ore di fronte ad una stagione che lo vedrà pedalare su epiche salite. Il viaggio di Riccardo Barlaam attraverso eventi sportivi di resistenza che metteranno a dura prova il suo fisico: «Come dice Jovanotti “cerco la forza per alzare le palpebre”, ogni mattina» .

L’intero giorno davanti al pc, connesso con il mondo, a leggere agenzie, rispondere a mail, valutare la bontà di notizie, telefoni che squillano, sgamare le bufale e respingere gli scocciatori. Non è facile la vita lavorativa di Riccardo che nelle ore centrali della giornata ha la responsabilità del sito web del più importante giornale economico d’Italia: «Lo stress qui lo misuri respirando la frenesia che regna in redazione». Ma tant’è. E di fronte a questi ritmi, la miglior difesa sembra essere l’attacco. Per lui, che fa il caposervizio a Il Sole 24 Ore, e per tanti altri anonimi weekend warriors, lo sport praticato, quello vissuto con il rigolo di sudore che scende dalla fronte, è l’attacco migliore.
«Io, te, e quasi tutti noi siamo sempre connessi. Sempre. Non rinnego le mie scelte, ma avevo bisogno di trovare un benessere interiore, e l’attività fisica mi ha aiutato a sconnettermi da tutta quella pressione».

Inizia così il racconto di Riccardo Barlaam e del suo progetto “Tutte le salite del mondo”, un percorso che lo porterà a correre, nuotare, sciare, pedalare sulle nostre strade, ma soprattutto sulle pareti dell’anima.
«Diciamo che è una scusa: tutto questo sport non è altro che un modo per ascoltarsi. Per mettere a posto i pezzi. Per cercare in definitiva, nel quotidiano, di essere una persona migliore». E dici poco. «Già, perché a un certo punto della mia vita ho cominciato a fare gare di resistenza, ed è lì che ho scoperto che più le prove sono estreme e più funziona». Uno che ha iniziato quando ancora correre nel verde si diceva “fare jogging al parco” e da lì oltre 20 maratone portate a termine: ma non chiedetegli i tempi sui 42.195 chilometri. «Si il crono è importante, ma non per me. E’ quello che ci sta in mezzo che mi interessa» anche se poi, quel ritiro al Passatore, quando mancavano solo 30 km al traguardo, rappresenta ancora una piccola ferita aperta. «Poi ho iniziato a nuotare, e poi a pedalare…finché ho concluso, in modo naturale con un Ironman, a Zurigo». Un titolo, quello di “finisher” che di per sé qualifica Riccardo come uno tosto, un “duro”,  anche se a sentirlo parlare se ne apprezza di più l’uso delicato di aggettivi e avverbi aulici, frutto di quasi 30 anni di professione giornalista, impreziositi da una leggera erre moscia.
Tutto questo fino ad oggi, Anno Domini 2013 nel quale Riccardo ha deciso di avviare un progetto a cui ha dato un nome che è tutto un programma: «Tutte le salite del mondo, non solo quelle su strada, ma anche quelle dentro di noi, quelle da superare quotidianamente e che anche grazie ad una bici, possiamo conquistare».
L’avventura è già partita a marzo con la Maratona di Barcellona e tra una settimana ricomincerà con la Oetzi Alpin Marathon: «Una 42 chilometri tutta da “scalare” in mountain bike, trail running e scialpinismo: non so bene cosa mi aspetti lungo i 2.700 metri di dislivello, ma in fondo anche questa è una avventura tutta nuova, tutta da scoprire»
Un’avventura che sarà anche tecnologica, perché le prestazioni (…un termine che non ama)  di Riccardo saranno “monitorate” da un Forerunner 910XT e da un Edge 810.
«Non essendo io un nativo digitale, tutto ciò è una assoluta novità: pedalare e correre per poi scaricare i dati sul web sarà una sfida intrigante ma anche un piacevole gioco, per uno come me che, a volte, guarda questo mondo hi-tech con gli occhi di un bambino».
E da qui si decolla con la tappa del Giro d’Italia che il 19 maggio arriva sul Col du Galibier «Con un po’ di amici ci facciamo gli ultimi 100 chilometri…», e poi il 26 maggio a Rimini per il mezzo Ironman «Ci sarà anche Aldo Rock…», il 2 Giugno la concatenazione di Mortirolo e Stelvio «Rigorosamente da solo…», il 9 giugno ancora il mezzo Ironman a Pescara «Già che ci sono…» e il 23 giugno con il Sellaronda Bike Day «Io, 20.000 ciclisti e forse un amico un po’ speciale: Romano Prodi».
Tutto questo per cosa?
«Per un trittico che io considero come una prova da superare, un esame… forse anche come un esame di coscienza». L’agenda è fatta: a luglio La Marmotte sulle Alpi francesi (con i colli Telegraph, Galibier e Alpe d’Huez) e Granfondo Charlie Gaul (in Trentino sul monte Bandone) per poi chiudere in bellezza il 25 Agosto alla Oetztaller.

Di tutte queste gare, ma anche di allenamenti infrasettimanali e sedute rubate al lavoro e alla famiglia («Dimenticavo, ho anche una moglie, due figli e un cane») il blog tuttelesalitedelmondo.ilsole24ore.com (arricchito delle tracce di Garmin Connect) ci renderà partecipi di quanto una salita possa essere una piacevole occasione per staccare il cellulare e connettersi con la propria anima.

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1 Commento

  1. 12 aprile 2013 su 9:22 — Rispondi

    Tutte le salite del mondo. E non solo quelle. – http://t.co/1yck6xLbAq @Garminitaly

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