Triathlon

training camp con Daniel Fontana

Manca poco all’inizio del training camp DDS e tutto dev’essere perfetto. Ho il piacere di passare qualche giorno con Daniel Fontana, un atleta che non ha bisogno di molte prestazioni.

Io e Daniel partiamo 2 giorni prima che i 50 atleti raggiungano il resort di Poggio all’Agnello, in Toscana, così da poter preparare tutto al meglio.

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Oltre ad allenarci, dobbiamo tracciare i giri in bici così da studiare altimetrie e distanze per poter suddividere i gruppi per grado di preparazione; in un paio di uscite percorriamo quelle che saranno le strade che gli atleti dovranno affrontare nei tre giorni di camp. Studiamo diversi itinerari con differenti profili altimetrici e suddividiamo i tracciati per difficoltà.

Tornati a casa, scarichiamo i dati dal mio edge510 e dall’edge1000 di Fonty per analizzare il percorso e salvare la traccia per non perderci quando saremo in gruppo.

È divertente paragonare le diverse intensità (watt e bpm) con cui affrontiamo il giro: i suoi sono cavalli di razza, i miei un po’ meno!

Ora che tutto è stato controllato e verificato, siamo pronti per attendere i ragazzi del camp DDS.

Arrivano da tutto il nord e centro Italia, sono tantissimi. Alcuni portano con loro anche le famiglie, così che possano passare un weekend di relax in quella splendida terra che è la Toscana.

Gli allenamenti sono intensi ma misurati in base alle capacità di ognuno.

La giornata è solitamente suddivisa in tre blocchi, così da ripartire nuoto, bici e corsa intervallati da qualche ora utile per reintegrare le energie spese e recuperare con un po’ di relax; l’obiettivo del camp è quello di dare la possibilità a degli amatori di allenarsi con e come dei professionisti.

Nuoto alla mattina presto, bici dopo colazione e corsa serale è la ricetta perfetta.

Sono grandi volumi di allenamento ma affrontati assieme passano con più serenità e meno fatica. Si è formato un bel gruppo, dove le vecchie amicizie si sono fuse con quelle nuove e le esperienze di ognuno sono state condivise con grande piacere.

Peccato solo che si debba tornare alla vita di sempre.

È già domenica, la fatica si fa sentire e bisogna rientrare a casa.

L’autostrada sembra scorrere più lenta rispetto all’andata ma è sempre così: quando si lascia un gruppo affiatato ed allegro la via di casa è sempre un po’ amara.

Alberto Benazzi

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