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Tracciare una Ultramaratona: RacingThePlanet Sri Lanka

Se dovessimo spiegare ai non addetti ai lavori che cos’è un’ultramaratona potremmo definirla come una gara di trail, ben più lunga di una tradizionale 42km, fuori dall’asfalto. Spesso infatti si associa al termine ultramaratona la locuzione “gara d’avventura“, perchè tali gare si svolgono soventemente lontane dalla civilizzazione e lungo strade e sentieri impegnativi. Per tracciare una gara in posti come questi occorre fare un lavoro intenso di perlustrazione e, con i dati forniti dall’organizzazione, selezionare accuratamente le aree adatte. Disporre di GPS precisi in questi casi per Carlos García Prieto, ultramaratoneta e tracciatore professionista, è fondamentale per ottenere dati validi. Carlos ha voluto illustrarci il procedimento per tracciare il percorso di un’ultramaratona, partendo dall’esempio della prossima gara di RacingThePlanet, in Sri Lanka.

I punti chiave per poter tracciare una buona ultramaratona è decidere la destinazione, la lunghezza e la difficoltà del percorso. In questo caso è stato deciso di creare un percorso di 250km a tappe ad alta difficoltà. Disporre di una buona guida locale è fondamentale per risparmiare un po’ di tempo, perchè in rete non esistono informazioni sufficienti per conoscere a fondo le aree adatte alla gara; è possibile però carpire dati sulla densità della popolazione, sui percorsi esistenti e sulle mappe, che una volta sul posto possono diventare decisive.

ultramaratona

Lo scouting è probabilmente la parte più bella del lavoro ed è un momento fondamentale: un sopralluogo generale per annusare l’aria, sentire i profumi e conoscere la zona prescelta. Da quel momento poi inizia la registrazione continua del tracciato con Garmin GSPMAP64st: è necessario infatti registrare ogni track e tutti i waypoint che poi serviranno a ricordare ogni luogo. Carlos in questi casi suggerisce di non utilizzare nomi lunghi per la registrazione, ma codici che poi semplificheranno il lavoro: ad esempio HS per Casa (House), BR per Ponte (Bridge) e così via. È importante registrare tutti i punti utili per un campo, un ristoro, una via d’accesso per eventuali mezzi d’appoggio. Dopo aver compiuto il sopralluogo generale è necessario quindi decidere il percorso in base a diversi fattori come la distanza complessiva approssimativa, i punti di interesse culturale, i percorsi tecnicamente più impegnativi, i punti adatti ad essere utilizzati come campi e le accessibilità dei percorsi per i ristori e i controlli.

In Sri Lanka il sopralluogo è durato 5 giorni, durante i quale Carlos ha percorso, a piedi e in auto, circa 1.200km. Una volta fattosi un’idea generale ha ripercorso il tracciato dell’ultramaratona dall’inizio alla fine per collegare i vari punti e fare un’ulteriore registrazione, utilizzando in contemporanea, oltre al GPSMAP64st, un etrex30 come backup. Non si può mai sapere: se le batterie finiscono nel momento critico o avviene un qualsiasi guasto è sempre meglio avere uno strumento di scorta, anche se Carlos ci ha rivelato che fortunatamente non ha mai avuto alcun problema.

Ogni singolo metro deve essere percorso con il GPS in mano, tanto le strade fruibili con un’auto, quanto i sentieri: tutti i punti d’interesse devono essere registrati, inclusi campi e ristori. Data la gran mole di dati registrati poi è necessario lavorare con un software adatto, in modo da poterli rielaborare ed ordinare. Garmin Basecamp è perfetto per questo lavoro: semplice ed affidabile, si connette perfettamente con tutti gli strumenti. È possibile tagliare ed incollare il tracciato, fino ad ottenere la gara che soddisfa. Con lo strumento “profilo” è possibile fornire all’organizzazione un’informazione altimetrica precisa. In buona sostanza potremmo riassumere che i segreti del successo di Carlos sono gli strumenti di qualità, il software semplice ma potente e tanta, tanta pazienza.

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