Running

#RoadToVenice: Fermata a Jesolo

La strada che porta alla Venice Marathon è lunga, si sa, e passa attraverso alcuni appuntamenti che agli occhi dei meno attenti potrebbero sembrare semplici allenamenti, ma chi ha corso delle gare sa benissimo che non è così. Infatti il 23 maggio è stata una buonissima occasione per introdurre Emiliano ed Elisabetta al clima della gara, che in nessun allenamento si potrà mai provare; l’appuntamento del quale stiamo parlando è la tappa del Garmin Forerunner Tour di Jesolo, organizzata dal team di Venice Marathon, battesimo podistico di Elisabetta . Entrambi gli atleti si sono presentati carichi di aspettative e di responsabilità alla gara: in primis per capire se gli allenamenti sono stati utili e in secondo luogo per dimostrare il proprio impegno davanti al coach Emiliano.

Il pomeriggio della gara, che partiva in serata, è stato purtroppo limitato dal maltempo che ha ridimensionato tutta la parte di Sport Camp, ma Stefano Baldini ha voluto comunque caricare i nostri ragazzi e tutti coloro che attendevano le sue parole sotto gli ombrelli. Ma si sa, non può piovere per sempre, così gli organizzatori della Venice Marathon con i loro super poteri hanno fatto cessare la pioggia appena prima del via ed abbiamo assistito ad una gara bellissima. Riccardo ha ampiamente abbassato il suo personale sui 10km, mentre Elisabetta ha sfiorato di poco l’ora. Adesso quali saranno gli obiettivi dei ragazzi?
Con il caldo sarà importante concentrarsi sulla velocità di falcata e sull’ampiezza del passo, rigorosamente monitorati dagli strumenti Garmin.

Riccardo era alla sua prima 10k: un’esperienza nuova, un’emozione nuova, abituato a distanze più lunghe, avrebbe voluto correre la mezza. Emiliano però l’ha esortato a farla e lui, da bravo allievo, ha obbedito. Appena terminata la gara ci ha rivelato che non si aspettava una corsa così tosta, dove è obbligatorio dare il 100% dall’inizio alla fine, senza ragionare sulle economie come nella 21.

Elisabetta invece come dicevamo era alla sua prima gara in assoluto. Arrivata a Jesolo sotto un acquazzone ci ha rivelato che il suo primo pensiero (da scansafatiche DOC) è stato “se piove così mica si correrà”. Parlando con Stefano Baldini poi non solo ha scoperto che si sarebbe corso comunque, ma che le condizioni erano ideali per poter ottenere un buon risultato. Per lei l’obiettivo era quello di attaccarsi al pacer dei 6′ e per i primi 5km è andato tutto liscio. Poi però, complici il punto di ristoro, il cavalcavia, la stanchezza che iniziava a farsi sentire un pochino ha mollato. Non del tutto però: ha stretto i denti ed arrivata sul vialone finale s’è detta “è fatta, ci siamo!”. Invece no: quel vialono era lungo più di 2 km! Per fortuna Riccardo è tornato indietro e l’ha spronata a tirare fuori tutto quello che aveva in corpo, facendola arrivare in 1:02:30. Se non è spirito di squadra questo!

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