Running

RAA LAST STAGE: FINALMENTE NEW YORK CITY!!!

Ripensando a tutto oggi, due giorni dopo con la città ai suoi ritmi tradizionali, con il sole di fine agosto che splende in un cielo limpido, con la mente sgombra e il cuore calmo sembra tutto molto lontano e, in un certo senso, molto normale. Ma il giorno del mio arrivo a New York, dopo quella cavalcata di 70 giorni era tutto tranne che normale. Fino all’ultimo minuto non eravamo certi di poter accedere alla città, che attendeva, con il fiato sospeso, il tanto temuto e ormai certo uragano Irene. Tutta questa incertezza agiva su di noi come un calmante, uno smorzatore di emozioni. In quella bolla di sapone ci sono rimasto fino all’istante in cui ho rivisto quella testolina di riccioli biondi zampettare sul marciapiede e infine correre incontro a un padre che ormai si era abituata a vedere solo attraverso lo schermo di un computer, come una cosa non più vera. Quante volte mi ero immaginato quel momento? Quante volte avevo richiamato quell’immagine nella mia testa per ritrovare il giusto assetto sulle gambe che scoppiavano dal dolore ogni mattina quando mi rimettevo a correre? Così tante che non ricordo, ma l’emozione che improvvisamente mi è arrivata allo stomaco mi ha lasciato totalmente stordito. Con Sofia in braccio, muta e distratta dalla folla che si era fatta attorno a noi, ho raggiunto il traguardo dopo 746 ore 28 minuti e 49 secondi. Una vita.   Ora ognuno è già tornato, o presto tornerà, alla sua vita di tutti i giorni. Chi tornerà a vendere finestre, chi dietro il banco della sua farmacia, chi davanti al computer di un ufficio. Incontrandoli, con le loro facce sbarbate, con i loro abiti puliti, vi daranno l’impressione di essere persone del tutto normali. Ciò che fa ancora più strano è che magari anche loro stessi, nei panni di tutti i giorni si crederanno delle persone comuni, ma su quelle strade ognuno ha dimostrato una forza e un carattere eccezionale e per questo, normali, mai lo saremo. Abbiamo condiviso una vita concentrata in 70 giorni e questo ci legherà per sempre. Per finire questo aggiornamento, che arriva con qualche giorno di ritardo e per questo mi scuso con tutti coloro che attendevano immediato report voglio condividere questo grande risultato sportivo/umano con il mio team di supporto al completo: Max, Luca, Simone, Mauro e Beppe e voglio dedicare gli ultimi tre chilometri della corsa a Francesca, mia moglie, per essere sempre lì, la sua mano nella mia, nella bonaccia come nella tempesta, a indicarmi la Strada.
Un caro saluto a tutti.

Alex

Precedente

FABIAN PROTAGONISTA A LOSANNA

Successivo

FABIAN PRIMO A LOVADINA

1 Commento

  1. 30 marzo 2012 su 14:05 — Rispondi

    Bravo Alex! E’ stata dura ma ce l’hai fatta!

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *