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RAA 62ND & 63RD STAGES: NON SIAMO PIU' GLI STESSI

Motel, 20.30, ora di andare a letto. Si spengono le luci e ci si infila sotto le lenzuola e proprio quando i nervi si stanno per rilassare ecco che scatta la prima risata, poi un´altra la segue a ruota e poi voci con toni alti che si sovrappongono: un gruppo di rozzi con le birre in mano e tanta voglia di far tardi proprio accanto alla nostra porta. Non è servito a nulla la mia richiesta di abbassare i toni, neppure quella di Mauro 2 ore dopo e neppure la preghiera della proprietaria del motel. Solo alle 23.45, esasperato e stravolto, mi sono riuscito a far ascoltare e tutti si sono ritirati nelle proprie camere. Non a dormire, ma a farsi la doccia. Ciò vuol dire acqua che scorre e altro baccano.   Per farla breve sono riuscito a dormire solo 3 ore e 30 e non ero certo nella mia forma migliore alla partenza. Oggi era la volta della tappa 62, un tappone da 82 chilometri di sali-scendi molto impegnativi, con salite talmente ripide che anche le discese sembravano ancora salite. Ancora prima che finisse la tortura l´avevo già etichettata come la più dura di tutta la corsa. E questo è solo l´inizio perchè anche nelle prossime 3 tappe gli Appalachi ci metteranno alla prova.   Una settimana, solo una settimana, da sabato a sabato, per provare a entrare nella storia di questa dura corsa attraverso gli Stati Uniti. Nove settimane fa eravamo ignari di tutto, non potevamo immaginare il caldo, l´umidità, la fatica e tanto altro che abbiamo vissuto. Ora ci guardiamo indietro e ci sembra tutto così lontano, così poco distinto che quasi, in quell´immagine di noi sbarbati, con il passo leggero e la presunzione di poter andare oltre tutto, non ci riconosciamo neppure. Oggi non siamo più gli stessi, questo è facile da vedersi. Ogni viaggio porta dei cambiamenti in chi lo vive, ci auguriamo che siano in positivo.

Alex

 

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