Outdoor

#Progressi e #speranze: #Reunion, parte seconda

Ormai sono passate due settimane dal nostro arrivo a la Reunion.

Dopo un paio di giorni di “riscaldamento” passati a cercare di liberare in stile “trad” (in arrampicata libera, ma senza utilizzare le protezioni fisse) alcune delle vie  già presenti , ci siamo spostati verso il centro dell’isola per dedicarci al nostro progetto principale: una ripida parete basaltica ancora vergine.

La sera , dopo alcune ore di cammino carichi come i muli, abbiamo raggiunto quello che sarebbe stato il nostro campo base per i prossimi 10 giorni. La parete si è da subito dimostrata molto più difficile e dura di quello che ci aspettavamo, e la scelta della linea da aprire non è stata semplice. Il basalto molto compatto e povero di fessure, ma allo stesso tempo ricoperto da grossi massi instabili e strati di sedimenti, ci ha fatto penare molto ed ha rallentato notevolmente la salita. Comunque, nonostante le difficoltà molto elevate  (fino all’8a+), e grazie ad un grande lavoro di squadra, siamo riusciti a raggiungere la cima ed a liberare 6 delle 7 lunghezze in libera. Dopo diversi tentativi abbiamo risolto anche tutti i movimenti del 5 tiro (la lunghezza chiave), ma purtroppo per il momento non siamo ancora riuscito a concatenarli. La difficoltà dovrebbe aggirarsi intorno all’8c+, il tutto protetto solo da uno spit e da piccole protezioni veloci, il che la renderebbe indubbiamente una delle vie multipitch più dure al mondo.

Abbiamo ancora qualche giorno a disposizione per cercare di salirla completamente in arrampicata libera: sarebbe veramente un sogno!!

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1 Commento

  1. 30 giugno 2013 su 22:06 — Rispondi

    Giuseppe Sala

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