Triathlon

Nuoto, pedalo, corro e non sono Superman!

L’azzurro Fabian e testimonial Garmin è pronto per Londra: «Il triathlon è per tutti».

Il triathlon è uno sport per superuomini? No, è davvero aperto a tutti, parola di Alessandro Fabian. «Sembra singolare e difficile da credere, ma tutti, in qualche modo, abbiamo già fatto un triathlon nella nostra vita – spiega l’azzurro che con Uccellari e Mazzetti sarà al via della gara olimpica –corriamo spesso, a volte per necessità, da piccoli abbiamo avuto una bicicletta e sicuramente, almeno qualche volta, siamo stati buttati in piscina. Dunque abbiamo già tutte le basi per affrontare la prima gara».

In genere ci si  spaventa a svolgere tre discipline diverse senza sosta. Come si supera questa difficoltà? «È un falso problema: quando ci si avvicina alla multidisciplina, non si deve pensare all’Ironman, una prova di  resistenza che richiede una consistente preparazione, ma bisogna optare per gare brevi che durano 30-40’ (super sprint) o poco più di un’ora (sprint)».

Per molti principianti, il nuoto è lo scoglio più arduo da superare. Come si può procedere? «Rivolgendosi a un istruttore e frequentando i corsi 2-3 volte a settimana da integrare con del nuoto libero una volta raggiunto un livello di autonomia. È importantissima la base tecnica e soltanto con un riferimento a bordo vasca che controlli la nuotata si riesce a migliorare in maniera sensibile».

Chi pratica già uno sport di resistenza, come può avvicinarsi al triathlon? «Per un podista o un ciclista, lo sbocco naturale è il duathlon: si parte con la corsa, si pedala e poi si corre di nuovo. In questa maniera si prova il fascino della multidisciplina, si capisce come integrare diversi sport in un’unica gara e si avranno sicuramente ulteriori stimoli per buttarsi in acqua e provare il triathlon».

Quanto è importante la figura dell’allenatore nel triathlon? Come si sceglie l’attrezzatura? «L’aspetto più delicato riguarda la bici. Non bisogna avere timore di chiedere consigli agli esperti: io stesso, per ogni piccolo accorgimento, chiedo sempre conferma al mio meccanico di fiducia. Per un principiante, è meglio orientarsi verso una bici di livello medio- basso, contenendo la spesa: se le sue capacità atletiche si svilupperanno, si evolverà anche il mezzo. Richiede attenzione anche la scelta delle scarpe: anche in questo caso, è consigliato il parere di negozianti competenti e onesti. Per iniziare sono sufficienti le scarpe da allenamento, successivamente si potranno acquistare quelle per la gara».

Che cosa bisogna valutare nella scelta della gara da affrontare? «É molto importante la location: andare in un posto apprezzato o familiare consentirà di godersi al meglio la giornata della competizione, anche se alla partenza l’agonismo avrà il sopravvento. Quando ci si schiera al via, le difficoltà sono cancellate: il semplice fatto di prendere parte alla gara significa che si è in grado di portarla a termine».

Fonte: ALBERTO FUMI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

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1 Commento

  1. 20 giugno 2012 su 5:20 — Rispondi

    Lui si che è tanta roba

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