Fitness

E se vivosmart HR ti dice di muoverti, assecondalo!

«Muoviti!», «Muoviti!». Lì per lì mi è preso un colpo anche perché la scritta «Muoviti», che appare sul display touchscreen del vivosmart HR by Garmin, è accompagnata dalla vibrazione.

Sono al pc e sto scrivendo un articolo… Okay ci sto mettendo più del solito ma è un’intervista un po’ complicata, dammi un altro po’ di tempo. Dopo poco si ripete, e allora capisco che è giunto il momento di fare qualcosa. È tempo di muoversi!

Non mi era ancora capitato che un dispositivo elettronico, e se devo essere sincera neppure un essere umano, mi dicesse di alzarmi dalla sedia e fare due passi per mantenermi in salute. No, nessuno mi aveva mai detto di correre o camminare, generalmente sono sempre io a spronare gli altri a mettersi in moto, ma c’è sempre una prima volta. E vi assicuro che non è affatto facile ignorare l’invito, ti entra in testa e pensi che forse è il caso di alzarti e fare circolare il sangue nelle gambe.

Che cosa ho fatto io? Ho salvato le ultime cose scritte e fatto tre giri attorno alla scrivania. Per iniziare, poi appena ho potuto sono uscita a correre, anticipando così la mia seduta d’allenamento per raggiungere l’obiettivo che il vivosmart HR mi ha prefissato.

Vivosmart HR

In programma avevo una corsetta blanda di 40-45 minuti e 10 allunghi da 100 metri. Parto, mi dirigo sulle antiche Mura di Ferrara che, per chi non le conoscesse, sono state costruite nel Medioevo per proteggere la città estense da possibili attacchi esterni, e oggi sono una sorta di palestra a cielo aperto dove ogni giorno transitano migliaia di camminatori e runner. Sono a metà strada e la banda motivazionale vibra e m’informa che ho raggiunto l’obiettivo. Evvai!!!

Sono contenta, ma è tempo di allunghi! Il display touchscreen di vivosmart HR mi permette di scegliere con facilità la schermata che preferisco e per gli allunghi opto per la frequenza cardiaca. Che ovviamente dovrà aumentare. Niente fascia cardio, è tutto al polso! Molto comodo direi; non ho mai sopportato la fascia al torace, è fastidiosa e con il sudore mi ha sempre irritato la pelle. Parto e il battito del mio cuore sale, prima timidamente e poi va sempre più su. Ma 100 metri sono corti per fortuna. Recupero facendo una corsetta in souplesse e ripeto l’esercizio per una decina di volte. Che fatica. Al termine della seduta d’allenamento però sono soddisfatta, ho fatto un buon allenamento, il cuore e le gambe hanno risposto bene in previsione di una mezza maratona che correrò alla fine del mese.

 

Post di Irene Righetti (Running Post)

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