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Marco De Gasperi: 40 anni e non sentirli

“I traguardi importanti a cui puntare li scegliamo noi, non facciamoceli imporre dagli altri!
Solo così riusciremo a far crescere dentro noi stessi la sana determinazione e l’illusione per raggiungerli.
Servirà un giorno, un anno, o una vita, basta non perdere mai quell’ambizione, senza la quale, lottare, diventa vana speranza”.

Marco De Gasperi

 

40 anni e non sentirli. Con buona pace dell’anagrafe, il nostro Marco De Gasperi riesce ancora a farsi valere in gara e a togliersi qualche bella soddisfazione.
Pochi giorni fa ha tagliato per primo il traguardo della Matterhorn Ultraks, gara del circuito Skyrunner World Series e si gode il secondo posto in classifica.

Ci siamo fatti raccontare com’è andata.

Marco De Gasperi


E’ una bella soddisfazione tornare a vincere una gara di coppa del mondo. Non accadeva da 5 anni e almeno siamo riusciti a interrompere la serie di secondi e terzi posti.

Conoscevo già questa skyrace, perché l’aveva corsa in un paio di occasioni Elisa, la mia compagna. Avevo visto dei tratti del percorso, quanto basta per capire che poteva essere una gara affascinante, con il Cervino e il Monte Rosa a fare da cornice e non particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, anche se dura, perché i km sono 50 e si corre per gran parte sopra i 2500.

Una gara il cui finale di certo non sarebbe stato scontato.

Mi servivano punti per mantenere la seconda posizione in classifica, così ho deciso di provare questa, piuttosto che competizioni più veloci e corte. Arrivato ai 40 anni mi sento più portato per le distanze lunghe, dove posso far valere resistenza ed esperienza.

Marco De Gasperi

Il giorno della gara il meteo non era dei migliori. Pioveva e faceva freddo e io il freddo lo soffro tantissimo, molto più del caldo. Mi sono dovuto vestire pesante. Viste le premesse sono partito molto prudente, non sapevo come avrebbe risposto il mio fisico; per le prime ore di gara ho lasciato che fossero gli avversari a fare il passo, restando in scia con il secondo gruppo, senza però perdere di vista i primi, due spagnoli davanti. Mi sono attaccato a Martin Anthamatten, che è di Zermatt, conosce bene quei posti e in più è un eccellente scalatore.
Quando abbiamo scollinato ero quarto e il distacco tra noi era minimo. Se in salita non era andata benissimo, una volta arrivata la discesa ho capito che era una buona giornata. Ho ripreso in poco tempo i primi, ma senza forzare, perché sarebbe stato troppo presto per attaccare. Nella discesa successiva sono riuscito a guadagnare un piccolo vantaggio, 40’’,  e nel frattempo il meteo è cambiato: è uscito il sole, il cielo è tornato sereno e le temperature si sono alzate, così sono riuscito a togliere i vestiti pesanti. Non dover più gestire il freddo mi ha avvantaggiato e ho staccato ulteriormente i miei avversari.

Negli ultimi km i crampi mi hanno un po’ complicato la vita ma ho mantenuto il vantaggio fino alla fine.

Marco De Gasperi

Non è stata una vittoria scontata ma sicuramente una bella rivincita. A 40 anni di scontato non c’è nulla, ma forse anche per questo impari a vivere le gare in modo diverso, senza l’ossessione del risultato a tutti i costi. E così è molto più divertente.

Ora mi attende la finale di coppa del mondo, a Limone sul Garda, in ottobre. Rispetto al mio avversario ho meno punti ma credo che lui si arrivato più stanco di me a questo finale di stagione, quindi sarà una bella sfida.

Neanche a dirlo, noi faremo il tifo per te. Grande Marco!

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