Triathlon

La nuova sfida, per Alex Zanardi si chiama Triathlon

La nuova sfida, in realtà più di una, per Alex Zanardi si chiama Triathlon. Da instancabile sognatore, Alex ha da poco iniziato il suo percorso di avvicinamento al primo triathlon, l’Half Cast Man a Castiglione della Pescaia, in Toscana, il 15 settembre. Un mezzo Ironman che vuole essere una tappa di avvicinamento all’Ironman di Kona, alle Hawaii, dove affronterà quello che è considerato il triathlon più difficile di tutti (oltre 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e una maratona per terminare la gara), una vera e propria meta per molti triathleti. Zanardi aveva già una mezza idea di provarci quest’anno, ma giustamente occorre un po’ di “rodaggio” prima di affrontare una prova così dura, soprattutto se consideriamo che il triathlon per lui si traduce in una frazione di nuoto, poi una con l’handbike, quindi quella in carrozzina paralimpica (mezzo a cui non è abituato).

La carrozzina paralimpica gli è arrivata poco prima dei Mondiali : “Ho avuto appena il tempo di farci la mia prima caduta”, ci scherza, come solo lui sa fare. Su twitter gli chiedono come sia quel mezzo. E lui: “Funziona che bisogna spingere, Maremma accessibile”. E ancora, Jedtze Plaz, handbiker che ha partecipato a Londra 2012, quando vede la sua foto in carrozzina: “Ma è un scherzo? E che obiettivo hai, il triathlon o la maratona?”, e gli mostra che anche lui ci prova. E Alex rilancia: “Divertente? Non solo, è un progetto ambizioso. Penso che proverò a NY e poi, prima che diventi troppo vecchio, a Kona l’anno prossimo. Perché non farlo insieme?”

“Vado pianissimo, però è sempre l’inizio di una nuova avventura”.

Forza Alex, #sempreatutta!

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