Running

Irene Righetti alla mezza maratona di Brisbane

La sveglia squilla prima dell’alba. Le uniche luci che vedo appena apro gli occhi sono quelle dei grattacieli che circondano il mio appartamento al 29° piano. È buio pesto e dopo poco devo correre la mezza maratona di Brisbane.

Mi trovo in Australia da una ventina di giorni e prima di fare rientro in Italia voglio correre questa 21 km che parte con il buio e termina con il sole.

Ci saranno altri runners, mi chiedo?!? Avrò mica sbagliato giorno?!? Orario?!? Sono assalita da mille dubbi. Faccio colazione in fretta e furia trangugiando un donut e una tazza di tè, e mi precipito al piano terra. Alla reception incontro un altro runner, un australiano, di Melbourne come me, che mi chiede dove sia la partenza. E tiro un sospiro di sollievo.

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“Ti accompagno” gli dico; il giorno prima infatti ero andata a vedere dove si trovava la start-line. Appena cinquecento metri e arriviamo nell’ampio viale di Alice Street che piano piano si anima, e alle 6 in punto partiamo. Al polso ho il Garmin Forerunner 235, settato sul passo e la distanza, i due parametri che amo di più perché mi danno un’idea di come sto andando.

Passiamo attraverso avveniristici palazzi che ci sovrastano con la loro mole, e imbocchiamo la ciclo-pedonale che conduce allo Story Bridge, un ponte a sbalzo, di ferro, che collega le due sponde del fiume che attraversa Brisbane.

Nel frattempo la luce si fa dello stesso colore dello smoothie alla fragola che ho bevuto il giorno prima. Il mio passo? 5 minuti al chilometro; dopo poco però mi fermo a scattare qualche fotografia e inevitabilmente la mia andatura precipita di parecchi secondi.

Le mie gambe sono in uno stato di grazia e volteggiano leggere come non mai. Il tepore di Brisbane, dopo tanti giorni di freddo pungente passati a Melbourne, deve avermi fatto bene.

Km dopo km giungo in uno dei luoghi che amo di più: South Bank, il distretto più animato della city con la sua spiaggia bianca, il mare artificiale e la grande ruota panoramica bianca. Un luogo generalmente animatissimo, ma non ora, troppo presto!

L’andatura precipita ulteriormente perché mi fermo per fare altre foto.

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Garmin, il mio ritmo?!? 5’50”!

Nel frattempo mi raggiunge una ragazza dai lineamenti orientali, con maglietta, pantaloncini e visiera fucsia, che diventa il mio punto di riferimento e che terminerà la gara con me.

Le gambe sono ancora leggere ma è tempo di prendere un gel energetico. Sono al 12° km. Dopo un paio di chilometri la situazione cambia perché arrivano le salite. What? Si sale?!? E la sensazione di leggerezza mi dice bye-bye.

Mancano 5 km; si torna lungo la riva del fiume e tutto torna come piace a me: totalmente piatto! Bene, aumento il ritmo per ritrovare un po’ di brillantezza nella gambe. Resta appena un chilometro ed ecco un altro strappetto prima di transitare all’interno del Botanic Gardens dove si trova il traguardo.

Medaglia al collo e banana in mano. Ma che ore sono?!? Le 8 appena. Il giorno mi appartiene!

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Irene Righetti
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