Triathlon

Il Sirmione Fabian Day, una giornata con un campione promosso sposo

Se lo guardo bene, la prima espressione è quella che ricorda “il genero ideale” per la suocera impossibile. Bello, intelligente, simpatico, sano, lavoro sicuro e sportivo. E che sportivo! Alessandro Fabian è tutto questo (e qualcosa in più): un tipo non comune. E se poi aggiungiamo che è stato pure un azzurro olimpico di Londra 2012, beh allora le suocere di mezza Italia rischiano di azzuffarsi per dare in sposa la propria figliola. Non ci è dato sapere se il bel Alessandro sia legato sentimentalmente, in fondo sono affari suoi, ma di certo Fabian è uno che non passa inosservato.

Sabato pomeriggio, il più forte azzurro del triathlon ha richiamato a Sirmione una quarantina di tifosi per una pedalata “tutti insieme”. È stato il Fabian Day organizzato dagli amici del Garmin Triathlon Sirmione, la gara che, guarda caso, ha visto il padovano vincere alla grande lo scorso 30 giugno. La pedalata è di quelle apparentemente “easy”: una cinquantina di chilometri sulle colline moreniche a sud del lago di Garda, tra scatti e risate, allunghi e racconti, sfide e battute. Ne ha avute per tutti: affabile e gentile, non ha mai negato una mano sulla spalla a nessuno. Se il triathlon non dovesse essere più il suo amore, potrebbe pensare ad una carriera in televisione e persino in politica (ma in questo caso dovrebbe incominciare a dire bugie, e si sa che per ogni suocera il proprio genero è la persona più sincera che ci sia).

Dopo la doccia rispunta a inizio serata con la giacca ufficiale della spedizione azzurra in terra londinese: qui, nel cuore della piazza centrale di Sirmione, hanno allestito un palco e un grande schermo, tutto questo per lui. L’ovazione è generale: dai tavolini dei ristoranti che si affacciano sulla piazza qualcuno chiede chi è, qualcuno si avvicina incuriosito, qualcuno fa domande sul triathlon: “..è lo sport dove si va a cavallo e si tira con la carabina, vero?”. Quando si dice che in Italia manca cultura sportiva. Ma tant’è, questo è il pubblico che abbiamo.Il racconto, invece, è davvero coinvolgente con una esposizione di tutta la stagione, e Alessandro con il microfono in mano si dimostra capace e abile. Persino con gli aneddoti la narrazione si fa affabile. “A Londra ho rischiato di non fare la gara per un problema alla ruota della bici, e sono entrato in zona cambio all’ultimo minuto”. La tensione in piazza sale. “Quattro anni di duro lavoro stavano andando in fumo per una ruota che non voleva girare”. E poi, e poi? sembra chiedere il pubblico. E poi la decisione: “Mettiamo una ruota non mia, e che vada ben!!”. E a quanto pare mai decisione fu tanto azzeccata.

Altri episodi, molti sorrisi, tanti applausi. E poi i commenti di altri ospiti come quello di Sergio Contin, commissario tecnico della Nazionale: “Alessandro è un atleta operaio, uno che non si tira mai indietro nel lavoro”. Per la gioia della suocera che al tè delle cinque potrà dire alle amiche che lo sposo di sua figlia salverà l’Italia dal baratro della crisi.

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1 Commento

  1. 21 settembre 2012 su 6:46 — Rispondi

    Un abile penna che racconta l'abilità di un valido atleta. I like.

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