Running

Il Garmin Forerunner 620 visto da Fulvio Massini

Oggi ospitiamo alcune considerazioni sul Garmin Forerunner 620 di Fulvio Massini, noto training consultant.

Basta prendere in mano questo nuovo strumento della famiglia Garmin per capire che non è il solito satellitare. La sua leggerezza permette di poterlo tenere sempre al polso senza avvertire nessun disagio.

Noi podisti siamo sempre di fretta, spesso rubiamo tempo alla famiglia, al lavoro e, siamo sinceri, quando dobbiamo stare lì, anche solo uno o due minuti, ad aspettare che lo strumento si “attacchi” ai satelliti non siamo felicissimi. È vero facciamo un po’ stretching, due chiacchiere con gli amici, ma non vediamo l’ora che compaia la schermata con i dati previsti per spingere il pulsante start e partire. Il Garmin 620 risolve questo problema. Ora è possibile vedere indicata da subito la distanza, il tempo e gli altri dati senza aspettare il collegamento con i satelliti. La tecnologia Garmin ha dotato questo strumento di un accelerometro che ci fa sapere immediatamente la velocità di corsa e la distanza coperta. Il collegamento ai satelliti ci permetterà di avere anche indicazioni sul tracciato. Ma il 620 consente anche di disattivare la funzione di tracciamento satellitare. Questo accorgimento è molto utile per correre in pista o su tracciati misurati perché evita di dover valutare la differenza fra i dati del satellite e la misurazione del percorso.

Ho trovato particolarmente interessante poter valutare la lunghezza del passo, la cadenza ed il tempo di contatto al suolo.

Dal 1989 insegno a correre spostando il baricentro in avanti perché ho visto che la corsa diventa più efficace ed economica. Ebbene indossando la fascia HRM-RUN con accelerometro e inclinometro integrati (compresa in alcuni kit) è possibile rilevare lo spostamento del baricentro. Ciò è utile per controllare la postura in corsa. Una volta data indicazione al podista su come posizionarsi il Garmin Forerunner 620 rileva lo spostamento rispetto alla verticale del busto. Supponiamo che correndo in pianura il dato sia 8,4. Correndo, il podista potrà vedere sul quadrante del Forerunner di quanto il dato di quel momento si distacca da quello indicato come ideale e potrà decidere se mantenere lo stesso spostamento del baricentro oppure modificarlo. In salita il valore di 8.4 tenderà ad essere inferiore. Viceversa in discesa.

Valore troppo basso in salita significa busto troppo inclinato avanti. In discesa se il valore dovesse staccarsi di oltre 2 punti da 8,4 starebbe a significare che il baricentro è troppo indietro. Avere questi dati anche dai podisti che seguo a distanza permette di poter correggere certi errori di postura altrimenti difficilmente identificabili.

Ringraziando Fulvio Massini per le considerazioni espresse vi invitiamo ad approfondire le caratteristiche tecniche del Garmin Forerunner 620

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