Outdoor

Garmin al fianco di Marco De Gasperi, il nuovo Campione del Mondo di Skyrunning

Strepitoso, straordinario, impareggiabile.

Gli aggettivi si sprecano per il nostro Marco De Gasperi che a 40 anni si toglie lo sfizio di diventare il Campione del Mondo di Skyrunning.

Per arrivare in cima, nell’Olimpo di chi scrive la storia dello sport ci vogliono cuore, testa e gambe.
E il nostro Marco De Gasperi ha dimostrato di averne da vendere.

Lo scorso weekend a Limone sul Garda, si è laureato Campione del Mondo di Skyrunning, tagliando per primo il traguardo della Limone Skyrunning Xtreme (29 km e 2450mt D+) in 3h07’32’’.
Una gara incredibile, che lo ha visto prima conquistare la seconda posizione, dietro al catalano Jan Margarit, e poi guadagnare il vantaggio nell’ultima discesa.

“Questa vittoria è stata una sorpresa – ci ha detto -. Nelle ultime stagioni non ho certo brillato e non mi aspettavo a questa età di ritrovare una seconda giovinezza. Non tanto per i 40 anni in sé, quanto perché è da 25 anni che corro in montagna: 25 anni in cui mi sono sempre impegnato con passione e determinazione, in cui ho sempre spinto tanto. Forse è proprio vero che i risultati migliori arrivano quando sei tranquilli co te stesso. Ho attraversato tutte le “ere geologiche” della corsa in montagna e oggi sono ancora qui a competere con dei ragazzi di 20 anni”.

“La gara di Limone sul Garda è stata strana. C’erano diversi pretendenti al titolo, che però non hanno reso come ci si sarebbe aspettati. Dall’altra parte io venivo da una gara in Scozia in cui avevo faticato molto, avevo sofferto molto il freddo, ero arrivato al traguardo camminando. Dopo una prova simile non mi aspettavo certo di vincere. Jan Margarit poi è partito fortissimo. Voleva giocarsi subito le sue carte, sapeva che comunque a me bastava un secondo posto per ottenere il titolo. Quando mi sono portato dietro di lui, in seconda posizione, mi sono sentito immediatamente più sollevato. La gara era comunque durissima, un po’ per il caldo, un po’ per il percorso e un po’ perché siamo a fine stagione, ma la seconda posizione mi ha permesso di affrontare tutto in modo più tranquillo”.
“Sarò sincero: mi sarei accontentato anche così, di vincere il titolo e non la gara, anche per rispetto a Margarit, che stava facendo veramente una gran gara. Vederlo arrancare nelle ultime salite che portavano alla discesa finale mi è dispiaciuto e non me la sono sentita di attaccare in quel momento. Volevo aspettare l’ultima discesa e vedere come si sarebbero messe le cose nel finale per magari giocarmela. La discesa era molto tecnica e lui è partito fortissimo, a un ritmo per me insostenibile. Non volevo rischiare una caduta e vanificare magari il secondo posto, così l’ho lasciato andare. A cadere purtroppo è stato lui e questo gli ha compromesso il finale di gara. Quando l’ho superato l’ho visto stremato e mi è spiaciuto molto, però ha 20 anni e sicuramente avrà tutto il tempo per rifarsi”.

Con la vittoria della Migu Run Skyrunner World Series, Marco ha aggiunto il titolo mondiale che mancava alla sua “collezione”, composta da sei titoli di campione del mondo di corsa in montagna – di cui uno nella categoria juniores – e due titoli europei, uno di corsa in montagna e uno di sky running.

Una carriera straordinaria che ci rende fieri e orgogliosi di essere al suo fianco.

“Non è scontato da dire: avere al polso un fenix5 aiuta, non poco. Quando ho iniziato a correre in montagna i GPS non erano così diffusi. Oggi avere a disposizione dati come i parametri di quota, l’altimetria, la situazione dei dislivelli, la velocità di salita ti permette di non lasciare nulla al caso e può davvero fare la differenza, soprattutto quando non si conosce il percorso, come è capitato a me a Limone sul Garda”

“Cosa farò ora? Non nascondo che il titolo di Campione del Mondo è un bell’incentivo a non smettere, a dispetto dell’anagrafe, però mi piacerebbe fare qualcosa di diverso, avvicinarmi a distanze più lunghe, adattando poco alla volta il mio fisico. Vedremo”.

Qualunque strada sceglierà, saremo sempre pronti a fare il tifo per lui.

Previous post

Forerunner 30, forse non sapevi che con Garmin Connect…

Next post

Garmin D2 Charlie. I Top Gun sono tornati

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *