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Vai dove ti porta la passione. Sul Monte Rosa con Elisa Tomellini e il suo pianoforte.

 

Un concerto di pianoforte a 4460 metri di quota, sul ghiacciaio del Monte Rosa. Non era mai successo prima.
A scrivere questo nuovo record è stata Elisa Tomellini, pianista di grande talento ma anche alpinista instancabile.
Un anno fa ci ha chiesto di affiancarla in questa impresa e noi, quando è la passione a muovere le imprese, non sappiamo dire di no.

Elisa Tomellini

A portare il pianoforte a 4460 metri ci ha pensato un elicottero. Elisa invece, in cima ci è arrivata da sola, appena prima di quello che – probabilmente – è stato il suo concerto più emozionante.
È così che ha stabilito un nuovo record mondiale.
E noi ce lo siamo fatti raccontare.

“La musica e la montagna sono le mie più grandi passioni, e per molto tempo non mi è stato possibile conciliarle. Ho iniziato a suonare il piano quando ero molto piccola e sono diventata una pianista classica. Una brillante carriera che, a un certo punto, ho deciso di abbandonare. La voglia di scoprire gli angoli più belli del pianeta, di scalare le montagne è stata più forte di tutto.
Sono stata in Nepal, in California, nelle Ande. La musica però è sempre rimasta nel mio cuore, senza di lei sentivo che mancava qualcosa.
Mi ha aiutata essere una musicista un po’ atipica, che ama suonare al di fuori degli spazi classici, dei teatri. Avevo già tenuto concerti nei boschi, ad esempio.

E’ stata un’amica a propormi di accettare una sfida più complicata: un concerto sul Monte Rosa. Meglio stare attenti a lanciarmi delle sfide, perché prendo sempre tutto molto sul serio. Così mi sono buttata anima e corpo nel progetto, mi ci è voluto un anno e mezzo, anche solo per organizzare la logistica: non è affatto semplice predisporre un elicottero per trasportare un pianoforte a coda a 4460 metri su un ghiacciaio!

Elisa Tomellini

Il progetto poi ha preso un ulteriore significato, quando Marco Camandona, la guida alpina che mi ha accompagnato nella spedizione, mi ha parlato dell’associazione Sanonani e della casa famiglia che, in Nepal, ospita bambini orfani o provenienti da famiglie indigenti e li accompagna al compimento degli studi. Il filmato del concerto, ripreso da quattro operatori, sarà distribuito da Naxos e parte dei proventi, ho deciso che andrà a loro.

L’8 luglio sarebbe dovuto essere il giorno più caldo, sul Monte Rosa, invece al mattino il termometro segnava -25 gradi e c’era un gran vento.
Ho dormito a 3498 metri, nel rifugio Mantova, mentre da Gressoney partiva l’elicottero con il pianoforte.

Elisa Tomellini

Sono salita in vetta a piedi. Con me la Garmin Virb Ultra, che poi ho appoggiato sul pianoforte per riprendere il concerto, e il fenix 5s Sapphire Goldtone. L’ho dovuto tenere sopra al giaccone per poter monitorare l’altimetria, la velocità di salita e calcolare il tempo che mancava all’arrivo. Questo ha voluto dire rinunciare alla frequenza cardiaca che comunque avevo controllato la sera prima, per verificare la mia agitazione!

Mentre scalavo pensavo solo ad andare piano per non stancarmi troppo e a resistere al freddo. Arrivata in cima, alla capanna Margherita, invece, ho pensato solo al concerto.

Il pianoforte, sistemato con una delicatezza estrema dagli operatori, era congelato, la tastiera era freddissima e anche se nel frattempo la temperatura era salita a -15 gradi, ho dovuto suonare con i guanti e schiacciare i pedali con i ramponi. La montagna, d’altra parte, fa sempre quello che vuole.

Nonostante il freddo, mi sono sentita ispirata e tranquilla, emozionata e commossa. ho chiuso gli occhi e ho iniziato a suonare.

Elisa Tomellini

In quel momento percepisci l’esatta proporzione delle cose. Sembriamo grandi ma in realtà siamo minuscoli, in mezzo alla vastità di un ghiacciaio. E pur sentendomi piccola, in sentivo di essere nella mia isola felice, a contatto stretto con la natura e con il pianoforte. Per me è stato come chiudere il cerchio delle mie due vite, quella da concertista e quella da alpinista, immergermi allo stesso tempo nella natura e nella musica. Un senso di beatitudine infinito per aver potuto suonare su un palcoscenico così straordinario che difficilmente potrò ritrovare altrove”.

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