The Dreamers

Ecovaldarda 2013 – La Gara

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Con grandissima soddisfazione a ferragosto non mi sono spaparanzato al sole come al solito, ma ho corso la settima maratona della mia lunga stagione di gare. E che maratona! L’Ecovaldarda è una corsa che non riesco a paragonare alle maratone già svolte, nemmeno a quella di Zermatt che già mi aveva messo a dura prova. Sui colli piacentini si è svolto un vero e proprio trail con salite durissime e discese per certi versi ancora più difficoltose.

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Già alla partenza era chiaro che si trattava di una corsa per specialisti del trail e dell’ultratrail, come lo speaker della manifestazione faceva notare nel briefing pre-gara,  evidenziando anche i passaggi difficili e piuttosto pericolosi lungo il percorso.

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La partenza è al solito brillante ma diversamente da Zermatt dove la salita era continua e graduale, qui già al 2° km c’è uno strappo secco che ti porta in mezzo al fango su fino all’inizio del 4° km di 300mt: roba da taglio delle gambe. Dal 4° al 9° si respira, con un su e giù impegnativo ma gradevole, mentre già al 5° i concorrenti della 26k si sono già indirizzati verso un altro percorso. Dal 9° al 12° un assaggio delle discese che verranno, in mezzo a sentieri stretti e fangosi, ghiaioni e rami che mi beccano in faccia ogni cinque passi.

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Da lì il secondo vero strappo tremendo della gara con una salita durissima fino al 16° che mette a dura prova gambe e volontà. Per mia fortuna ho il privilegio di essere sempre supportato da mia moglie Isa e da mio padre che ad ogni ristoro si fanno sentire e mi spronano come se stessi partecipando alle olimpiadi.

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Dal 16° al 22° di nuovo discesa e e su e giù. Mi guardo attorno e sono solo. Ogni tanto scorgo qualcuno in lontananza davanti a me e qualcuno dietro, ma la fatica, in questa gara, non la dividi con nessuno. I ristori sono abbastanza frequenti ma avere con me una scorta d’acqua è fondamentale perché alla fine di ogni salita la gola grida vendetta e mi basta un sorso per sentirmi sollevato.

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A metà gara il tempo non è per niente male e l’obiettivo di chiudere sotto le 6 ore sembra alla portata ma dal 22° al 34° km inizia un vero e proprio calvario (interrotto solamente dal ristoro del 25° km dove alcuni alpini volevano dissetarmi con malvasia e salame).

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Il mio Fenix mi indica picchi in salita fino al 31% e non stento a crederlo, se ad un certo punto mi sono dovuto aiutare anche con le braccia per arrampicarmi, nel senso letterale del termine, per riuscire a raggiungere alcune vette che dire impervie è dir poco. Le discese che avevo in mente di fare a tutta velocità prima della gara si rivelano proibitive per il mio proposito e molto pericolose, tanto da essere assicurate con la corda.

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Uscito dall’incubo di queste salite durissime arrivo al ristoro del 38° km con una caduta sulle spalle e senza acqua e soprattutto veramente alle corde.

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Mi rifocillo e riparto. Dietro una curva vedo Isa che mi incita a non mollare. Non c’è dubbio che per me avere i miei cari vicino in queste corse che personalmente ritengo bellissime ma massacranti, mi da una carica non indifferente. Così approfittando degli ultimi km dove lo sterrato si alterna ad un po’ di asfalto ricomincio a correre decentemente, sento la settima medaglia vicina, spingo anche troppo e cado brutalmente “a pelle di leone” (con il volto in avanti), come dicono dalle mie parti, perdendo un paio di posizioni, ma ormai non mi ferma nessuno, passo l’ultima curva e l’ultima beffarda salita che porta al traguardo.

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Isa è già lì che mi aspetta ma prima di abbracciarla devo prendere fiato.

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La settima fatica è compiuta in 5:51:11, record personale in montagna, ora l’appuntamento è con le maratone classiche e l’arena di Verona il 6 ottobre. Saranno brividi anche lì!

Ovviamente ringrazio mia moglie e mio padre per il seguito, le foto ed il tifo, e anche mia madre che non ha potuto essere presente ma avrebbe voluto.

Un saluto ai compagni della TRC Traversetolo e a “Sergione” Gozzi che ha chiamato per primo per chiedermi com’era andata.

N.B.: per chi volesse capire meglio il tipo di gara può vedere questo video fatto da uno dei concorrenti che ha corso con me parte della corsa… http://www.youtube.com/watch?v=SlC7JBtRuTU&feature=youtu.be

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3 Commenti

  1. 17 agosto 2013 su 8:49 — Rispondi

    Ormai non so più cosa dirti… complimenti! Foto bellissime da cui traspare tutta la tua soddisfazione!

  2. Gianluca Peter Paul Gozzi
    19 agosto 2013 su 9:11 — Rispondi

    Report bellissimo!sembra di aver corso insieme a te! 🙂 (y)

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