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Clipper Race: a 20 nodi guidati solo dal GPS

La Clipper Race si fa sempre adrenalinica: l’inevitabile instabilità del tempo e qualche accorgimento degli organizzatori (come l’aver introdotto la “modalità stealth”) stanno rendendo questa competizione davvero avvincente. Di seguito il diario di bordo dello skipper Damian Parnham  e un aggiornamento da parte del timoniere Kees Postma.

Le ultime 24 ore sono state cariche di tensione: quasi metà della flotta era in “modalità stealth” (non hanno comunicato la loro posizione per 24 ore) ed eravamo in attesa di sapere le loro effettive posizioni . In più il tempo non è stato come ci aspettavamo facendoci percorrere meno miglia  di quelle programmate; al contrario, altre imbarcazioni ne hanno percorse di più. Un paio di equipaggi sono ancora abbastanza vicini: con 400 mn ancora da percorrere faremo il possibile per guadagnare miglia e posizioni.

In barca avevamo due star dei media, Terry Maddren e Ric Davey che hanno effettuato un’intervista telefonica dal centro dell’Oceano Atlantico del Sud con l’ABC news in Australia occidentale. Hanno discusso di come si vive a bordo della nostra barca a vela di 70 piedi e di cosa si prova a navigare in mezzo l’oceano. Spero che il rumore delle vele e quello delle onde abbia reso bene l’idea.

Vorremmo inoltre ringraziare pubblicamente Graham Jeffery che si è unito a noi in posizione 5. Graham ci ha dato una grossa mano durante la settimana preparatoria della barca facendo sì che il Team Garmin fosse pronto e ben equipaggiato per la regata. Questi sforzi sono costantemente apprezzati dall’equipaggio e vanno giustamente ricordati. Speriamo di vederti presto a Brisbane, Graham!!

Damian Parnham

Se è stata la modalità stealth ad innervosire lo skipper del Team Garmin, la nebbia ha messo in apprensione il timoniere:

Le condizioni meteo durante la  3° regata hanno portato la  flotta molto più a sud del previsto; attualmente ci troviamo sul limite delle latitudini australi caratterizzate da forti venti provenienti dal settore ovest. Dopo oltre 2000 miglia la regata è ancora serrata così stiamo cercando di  spingere la barca al suo limite, ma la fitta nebbia rende la navigazione molto difficile, specialmente di notte. Buttarsi a testa bassa verso le onde a 20 nodi guidati solo dal GPS , dalla direzione del vento e dalla pressione del timone sta rendendo questa esperienza da timoniere la più adrenalinica che io abbia mai vissuto. Non vi è nessun margine d’errore: anche il più piccolo può causare la rottura dello spinnaker compromettendo così l’esito della regata.

Kees Postma

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