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Catherine Anderson alla Clipper Race 2015/16: la sfida nella sfida

Catherine Anderson, membro dell’equipaggio del Team Garmin alla Clipper Race 2015-16, prenderà parte alla competizione dalla regata Rio De Janeiro-Città del Capo, nonostante a Giugno le sia stato diagnosticato un tumore al seno. Con lo spirito di una vera guerriera ha deciso di non tirarsi indietro nonostante mancassero pochi mesi alla partenza, perché circumnavigare il globo è sempre stato uno dei suoi più grandi sogni. Nei giorni scorsi abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con lei.

Per quale motivo hai scelto la circumnavigazione completa?

Ho deciso di fare la circumnavigazione completa perché avevo paura di non venire scelta nell’equipaggio se non avessi dato la disponibilità per tutte le gare. Fortunatamente, essendo una lavoratrice autonoma, mi sono potuta prendere un anno di pausa, per poi tornare all’opera a gara conclusa.

Hai mai fatto qualcosa di simile finora?

No, non ho mai preso parte ad una gara così ardua, anche se prima di oggi ho corso la London Marathon, completata i 3 ore e 35, e saltato in paracadute per beneficenza.

Quali sono state la parti più impegnative e memorabili della gara fino ad ora?

Ci sono un sacco di cose da imparare! L’allenamento è stato molto produttivo ed interessante, ma una volta che ti trovi sul campo è tutta un’altra storia. Studiare tutto devo dire che mi ha messo davvero alla prova. Se dovessi pensare ad un momento memorabile direi il completamento del primo livello di allenamento; era la mia prima esperienza di navigazione con uno yacht e sono rimasta estasiata dall’imponenza delle imbarcazioni della Clipper Race.

Cosa consiglieresti a chi volesse provare questa gara?

Imparare il più possibile dai manuali di preparazione e familiarizzare con tutti gli eventuali problemi che potrebbero nascere durante la gara. Anche se le miglia da percorrere sono tantissime i distacchi sono sempre molto ridotti e quindi bisogna essere pronti a risolvere nel minor tempo possibile ogni minimo intoppo.

Cosa ti hanno detto i tuoi familiari ed amici quando hai preso la decisione di partecipare alla Clipper Race?

Il giorno che decisi di prendere parte alla gara mio padre disse “Ha fatto un sacco di sciocchezze fino ad oggi ed è sempre tornata, quindi sono sicuro che anche questa volta sarà così”. Credo che in generale tutti pensino che io sia un po’ matta, ma allo stesso tempo sono tutti molto fiduciosi ed eccitati. So che durante la prima tappa hanno controllato ogni giorno il Race Viewer, anche se io ancora non avevo preso parte dell’equipaggio. Tutta la mia famiglia e i miei amici sono diventati dei grandi supporter del Team Garmin, specialmente il mio fidanzato Chris, che ha già prenotato i voli per venirmi a trovare a Città del Capo, Sydney, Seattle, New York e Derry-Londonderry.

Qual’è la cosa che non vedi l’ora di fare appena arrivi a Rio?

Questa è una domanda piuttosto semplice: appena arriverò a Rio mi unirò al team e mi congratulerò con loro per l’incredibile performance della prima gara. Poi credo che mi farò un giro a vedere la città.

Cosa credi ti metterà più alla prova durante l’intera Clipper Race?

Una gara intorno al mondo in yacht implica un milione di sfide, quindi è difficile capire quale sarà la più ardua. Sono sicura che navigare controvento con la barca inclinata oltre 45 gradi, di notte, durante una tempesta e con le temperature vicine agli zero gradi centigradi non sarà proprio una bella sensazione, ma sono pronta ad affrontare tutto.

In cosa speri di migliorare durante la gara?

L’obiettivo è quello di diventare un’ottima marinaia sotto tutti i punti di vista, divertirmi nell’anno più pazzo della mia vita e magari farmi nuovi amici. Sono una donna molto competitiva e, nonostante tutte queste premesse, punterò alla vittoria finale a tutti i costi: credo di avere le capacità fisiche e mentali per poterla ottenere.

Clipper Race ripartirà Mercoledì 7 Ottobre per la regata Rio De Janeiro-Città del Capo. Seguiteci su Garmin Marine Italy per ulteriori aggiornamenti.

Photo credit: Paul Grover

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