Outdoor

Alessandra Soresina: rientrata dal fiume Ruvu-Pangani

Alessandra Soresina, la biologa, scrittrice e fotografa, di cui vi avevamo parlato in questo post, è da poco rientrata dalla Tanzania. La spedizione sul fiume Ruwuma è stata rimandata a Novembre a causa delle piogge incessanti, tutto il Sud della Tanzania era completamente allagato e le strade di accesso all’area di studio impraticabili. Per questo, è stata presa la decisone di spostarsi sul fiume Pagani, una zona meno colpita dalle intemperie per testare le attrezzature in vista della missione ufficiale. La spedizione sul Ruvuma sarà tutta in canoa, senza macchina di supporto, quindi abbiamo dovuto testare la logistica e le procedure di sicurezza:

  • ribaltamento delle canoe
  •  galleggiamento delle canoe quando si riempiono d’acqua e delle attrezzature a bordo (sacche, GPS, macchine fotografiche, mangiare)
  • carico massimo per canoa
  • recupero di persone in zone di acqua alta e corrente
  • trasporto delle canoe fuori dall’acqua per aggirare ostacoli come rapide e animali tipo ippopotami
  • avevamo 3 canoe diverse per decidere quale fosse la migliore (come stabilità, affidabilità, robustezza) e quattro sedute diverse per provare la più comoda
  • GPS e macchine fotografiche: scelta dei migliori strumenti per la spedizione e durata batterie
  • Pannelli solari
  • come legare le sacche e quanti kg si possono portare
  • come fare con il mangiare e cosa portarsi dietro (quanto fresco e quanto secco)
  • in caso di pioggia come fare
  • come gestire la raccolta dati scientifici( scopo della spedizione è raccogliere dati di mammiferi e uccelli) e al tempo stesso spostarsi in sicurezza e filmare/documentare la spedizione.

Le canoe con il carico a bordo, sin dai primi istanti, si sono rivelate molto resistenti, stabili e sufficientemente leggere, le sacche impermeabili funzionavano anche da galleggianti e, legate sia a poppa che a prua, aiutavano a tenere la canoa a galla anche durante i ribaltamenti, evitando che questa si riempisse completamente d’acqua. Ogni sacca ed ogni strumento doveva essere ben assicurato alla canoa perché l’acqua era molto torbida e la corrente spesso forte, avrebbe potuto farci perdere oggetti importanti per la sopravvivenza o per il continuo della spedizione. Seppur leggera (la canoa pesa 20kg +altri 10kg di carico) ho avuto qualche difficoltà nel trascinarla fuori dall’acqua. Le sponde, spesso alte e coperte da una fitta vegetazione erano un ostacolo decisamente impegnativo da superare.

E’ stato davvero utile poter testare i diversi prodotti della Garmin in situazioni così estreme. Oltre a raccogliere i waypoint degli avvistamenti degli animali, tracciare la rotta e visualizzare la mappa caricata precedentemente con birdseye, devevo anche stare attenta a non ribaltarmi con la canoa ed evitare gli ostacoli. Per questo il GPSMAP 64s è stato fondamentale.

Più piccolo rispetto al Monterra, l’ho trovato più pratico in una situazione dove si era completamente bagnati tutti il giorno. Ho sistemato il GPSMAP 64s all’interno di un piccolo astuccio impermeabile agganciato col moschettone ad un tirante della canoa, per poterlo usare con la massima comodità. Molto utili sono stati i tasti Mark e Find nella parte frontale del GPS: sono i tasti che un ricercatore e un avventuriero normalmente usa di più, anzi continuamente, quindi averli avuti a portata di mano senza dover andare nei sottomenu è stato indispensabile. Per quanto riguarda il Tactix penso si tratti di un ottimo backup al GPSMAP64s, utile quando mi fermavo a terra e dovevo segnare dei wpt senza dovermi sganciare il GPSMAP dalla canoa. Un validissimo strumento da avere durante un viaggio e un lavoro di campo tipo il mio.
A completare il kit delle strumentazioni gps, l’action gps cam Virb elite: ne avevo due. Una la tenevo in testa mentre l’altra l’avevo agganciata alla scocca della canoa.

Dopo le prove in canoa sul Pangani sono stata qualche giorno nel Parco Nazionale del Serengeti a trovare dei colleghi che stanno partecipando al più grosso censimento di elefanti mai fatto in Africa e finanziato dal co-fondatore di Microsoft, Paul Allen (http://www.elephantswithoutborders.org/). Tutti gli elefanti vengono fotografati dall’aereo e successivamente contati (si tratta di un “total count”). Abbiamo provato a filmare con la virb elite durante i transiti aerei, attaccandola per vedere se potesse essere uno strumento utile nella raccolta dati (avere una videocamera che filma oltre a prendere punti GPS è molto utile come controllo degli avvistamenti). Utilissima l’applicazione della Virb per iphone e ipad; quando ero in macchina, mi permetteva di accenderla e spegnerla in remoto senza dover scendere dalla jeep. Inoltre potevo vedere sul display l’inquadratura.

Quello che ho potuto constatare è che, per il Ruwuma, avrò con me strumenti incredibili.

Precedente

Una nuova prospettiva di gioco con Garmin Approach S6

Successivo

Il Team Garmin si aggiudica il secondo posto nella tappa 14 della Clipper Race

2 Commenti

  1. 23 giugno 2014 su 16:49 — Rispondi

    Alessandra Soresina: rientrata dal fiume Ruvu-Pangani http://t.co/zICv8jgqb4

  2. 23 giugno 2014 su 18:27 — Rispondi

    Alessandra Soresina: rientrata dal fiume Ruvu-Pangani http://t.co/FhHruEV7Dm

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *