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Alessandra Soresina: 200 km in canoa lungo il fiume Ruvuma

Oggi vi presentiamo Alessandra Soresina, biologa, scrittrice e fotografa, un personaggio incredibile che si occupa di preservazione di specie animali selvagge in via di estinzione. Alessandra, tra qualche giorno, partirà per una spedizione speciale nel Ruvuma, regione della Tanzania che prende il nome dall’omonimo fiume Ruvuma che scorre lungo il confine meridionale della regione, che percorrerà per ben 200 km in canoa censendo mammiferi e uccelli.

Nei prossimi mesi vi terremo aggiornati sulla spedizione di Alessandra, pubblicando di volta in volta, il racconto che ci manderà di questa sua esperienza.

Ora lasciamo la parola ad Alessandra che ci introdurrà il suo “mal d’Africa”

Sono arrivata in Africa per caso: il destino ha voluto che, poco prima dell’estate del 1995, il mio viaggio per gli Stati Uniti saltasse e mi ritrovassi su un volo, con destinazione Maun, con un gruppo di amici.
Non avevo ancora idea che quel viaggio in Botswana e Namibia avrebbe completamente cambiato la mia vita: colpita dal “mal d’Africa”, che sembra attanagliare chiunque si accosti a questo continente così speciale e pieno di contrasti, sono stata travolta e catapultata in una nuova dimensione. E’ iniziato così il mio rapporto speciale con le savane africane, esplorate non più come  da turista ma come ricercatrice. Dopo una prima esperienza in una zona costiera della Tanzania chiamata Saadani, per molti anni sono stata responsabile di un progetto di monitoraggio e censimento di leoni nel Parco Nazionale del Tarangire. Per tanti mesi all’anno,vivevo in un campo tendato in mezzo al bush e i miei “problemi” principali erano legati a proteggere le scorte d’acqua dagli elefanti o scavare la macchina, impantanata nel black-cotton, per un giorno intero!

Nel Tarangire ho identificato e seguito oltre 300 leoni, ad alcuni era stato applicato un radiocollare per poter seguire gli spostamenti anche fuori dall’area protetta e l’interazione con le comunità locali limitrofe.
Dopo una spedizione con l’Università di Siena nell’Himalaya nepalese per attivare un progetto sul leopardo delle nevi, sono stata chiamata per partecipare ad un lavoro di censimenti nella Maputo Special Reserve in Mozambico. Il lavoro, durato due anni, è stato molto diverso rispetto al mio abituale: dopo un censimento preliminare aereo, tutto il lavoro si è svolto a piedi. Avevamo suddiviso l’area in transetti paralleli distanti 5km, lungo i quali ogni ricercatore, con il suo aiutante, raccoglieva dati su animali e segni di bracconaggio. Pochi chilometri potevano voler dire tutta una giornata: per mantenere la traiettoria del transetto dovevamo attraversare paludi, immergendoci nel fango fino alla vita, farci strada con il macete attraverso delle zone di boscaglia molto fitta oppure dovevamo vedercela con gruppi di elefanti che non ci facevano passare.
Il lavoro in Mozambico è stato molto stimolante e mi ha fatto capire quanto sia essenziale raccogliere dati al di fuori delle aree protette, dove l’impatto dell’uomo è devastante e dove non c’è ancora nessun tipo di controllo! Per questo motivo adesso partecipo a spedizioni mirate, a censimenti nelle zone più remote della Tanzania, per colmare il gap tra quello che già si conosce dei parchi nazionali e il resto del paese. Nonostante il mio lavoro di ricercatrice abbia occupato gran parte del mio tempo sono sempre riuscita a ritagliarmi del tempo per esplorare l’Africa sub-sahariana. Sono stata in Sud Africa, Namibia, Zimbabwe, Lesotho, Swaziland, Zambia, Kenya, ero stata in Mozambico quando ancora c’era il coprifuoco e il paese era disseminato di mine anti-uomo, per poi attraversarlo completamente in un viaggio da Johannesburg ad Arusha, in Tanzania.
La fotografia è un’ altra delle mie grandi passioni. La ricerca della situazione, la luce perfetta, l’attesa e conoscere il comportamento animale per poterne anticipare i movimenti, sono solo alcuni degli aspetti che precedono lo scatto perfetto! In questi anni ho collaborato con Università italiane e straniere, troupe televisive, riviste e ho condiviso la mia esperienza con molti appassionati. Nonostante la mia adesso vita sia più in Italia quando mi ritrovo intorno ad un fuoco sotto alle stelle africane e mi addormento in una tenda, circondata dai ruggiti dei leoni, mi sento finalmente a casa.

 

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3 Commenti

  1. 21 maggio 2014 su 15:07 — Rispondi

    Alessandra Soresina, biologa, scrittrice e fotografa, percorrerà 200 km in canoa lungo il fiume Ruvuma http://t.co/VkZs1biDYz

  2. 21 maggio 2014 su 22:35 — Rispondi

    Alessandra Soresina: 200 km in canoa lungo il fiume Ruvuma: Oggi vi presentiamo Alessandra Soresina, biologa, … http://t.co/JOUZo53VH8

  3. […] Alessandra Soresina, la biologa, scrittrice e fotografa, di cui vi avevamo parlato in questo post, è da poco rientrata dalla Tanzania. La spedizione sul fiume Ruwuma è stata rimandata a Novembre […]

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